Una visita all’Ham Fest a Friedrichshafen – ed 2013

Anche quest’anno mi sono recato alla famosa fiera.

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L’amico IK4DDI alle prese con un deutsches kafeee. Si ringrazia lo stand COTA per i numerosi tentativi di rianimazione a suon di espresso italiano.

Un’appuntamento che attendo sempre con una certa trepidazione ed anche quest’anno è stato piacevole condividere il viaggio con l’amico Stefano IK4DDI.  il taglio organizzativo dell’escursione è stato il sempre medesimo mix radioamatorial-turistico-epicureo. C’è da dire che nei tre giorni non ci facciamo mancare nulla… Anzi, quest’anno abbiam trovato persino il tempo di fare una puntatina alle terme di Bad Waldsee, a scopo riabilitativo, per i postumi di una frattura di gamba che tarda a sanarsi. Fortunatamente l’amico Stefano è fra coloro in grado di apprezzare con mente aperta tutto quanto possa offrire quella terra ed anche questa volta i tre giorni di pura evasione son valsi, a mio parere, la pena di un viaggio certamente impegnativo.

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Sempre cospicua la presenza di Radioclub internazionali

Non è banale cercare di descrivere questo che, nonostante un certo declino osservabile anche da un anno all’altro, rimane uno dei maggiori appuntamenti Europei, come è dimostrato da un numero piuttosto folto di partecipanti. I prefix orgogliosamente ostentati  sulle loro magliette e sui loro badge testimonia che l’interesse per l’evento è sentito ancora a livello internazionale, ma nonostante si sia riconfermata la presenza dei grandi brand del settore (yaesu, kenwood, icom, flex etc etc), colpisce l’assenza di alcuni importanti operatori commerciali i quali, coi loro stand, occupavano superfici davvero rappresentative, caratterizzando non poco l’evento.

Ovviamente le voci di corridoio ci han presto rassicurato, sostenendo che le diserzioni osservate trovavano ragione nel cospicuo aumento dei costi degli spazi espositivi. che avrebbero innescato numerose astensioni di protesta, finalizzate appunto ad indurre alla redenzione della politica economica dell’ente fiera. Sempre i soliti beneinformati sono certi che questa scelta raggiungerà il proprio scopo il prossimo anno, e gli espositori ritorneranno quindi a messi, riportando la fiera al fulgore di un tempo.

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In uno stand DARC, la sorpresa di trovare una mia QSL selezionata fra quelle ricevute per l’attivazione di un loro special call. Alla faccia di chi mi dice poco attivo.

Personalmente non sono in condizioni di fare analisi… credo che la crisi e la senescenza degli appassionati abbiano le loro belle responsabilità, annidando sempre più questo mercato. Ma apprezzo una certa resistenza dell’organizzazione nei confronti di espositori che mi piace definire tematicamente “eretici”…, pur presenti in numeri esigui, ma visibilmente in aumento. Se ciò un pò mi rattrista, da un’altra parte il sorgere reattivo un pò dappertutto, in italia e nel mondo, di alcuni “flea market” dedicati al radioamatore e gestiti dalle associazioni locali, mi tranquillizza….

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Davvero ammirevoli gli sforzi di DARC nel settore della didattica e per l’attenzione ai giovani

ma son comunque curioso di vedere cosa ci riserva il futuro e volendo considerare queste mutazioni come indicatori di salute della nostra passione e della presa che questa ha sulle nuove generazioni, mi par di comprendere, nemmeno tanto velatamente, che c’è davvero tanto lavoro da fare.

CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v62), quality = 100Entrando nel merito dell’evento c’è comunque da dire che se anche ad un’occhiata superficiale la fiera non si mostri la cornucopia di un tempo, ad osservare più attentamente di roba ce n’è…. Anche nel flea market la presenza internazionale dei piccoli espositori che si alternano nei tre giorni, garantisce per certo la possibilità a ciascuno di approvvigionarsi. Magari non al prezzo che ci si attende, ma si sa… in tempi di crisi alla contrazione di richiesta del nuovo corrisponde sempre una lievitazione del costo delle pulci.

OK1QO, produttore di un economico ma funzionale paddle che mi ripropongo di commissionargli

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Anche cercando di ottemperare al ferreo proposito iniziale di compiere una semplice visita disinteressata, fra i banchi l’occhio cade sempre cupido su qualche oggetto che scatena la nostra compulsione all’acquisto e perciò, trascorsi i tre secondi necessari ad autogiustificarsi anche in modo acrobatico, si procede all’acquisto, i più temerari estenuandosi in trattative da suk, che comunque giungono spesso a buon fine.

In sostanza anche in tempi di massima morigeratezza, se non vera austerità, non c’è verso di non lasciare sul luogo quantomeno un mezzo stipendio.

Già al ritorno matura il proposito che questaltr’anno si rifà. Magari con più amici e magari con maggior disponibilità….  A testimonianza del fatto che, a dispetto dei piagnoni, Friedrichshafen val bene una “Messe” (in tedesco: Fiera). HIHI.

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